martedì 4 dicembre 2007

Tic... Tac...


Lentamente... le cose migliori avvengono lentamente... Ne apprezzi lo sviluppo, le vedi crescere e maturare sotto i tuoi occhi. I tratti familiari che si modificano restando uguali a se stessi, come le nuvole che sovrastano Roma nei pomeriggi di giugno.
E quando finalmente arriva la pioggia, tramutando tutto, mangiandosi i colori delle cose, riconosci ancora la tua città, la intravedi attraverso la liquida grigia cortina. E mentre la città scorre, attraversata da fiumi di persone, acqua, gente, odori, colori, rumori e sensazioni, anche tu sarai cambiato. Sono passati due minuti!


----------------
Listening to: Rondo Veneziano - Romanza
via FoxyTunes

martedì 20 novembre 2007

Parole per Alessandro

Alessandro compie 18 anni. Non so se si rende conto che da oggi la sua vita cambierà radicalmente. Dentro di lui la consapevolezza arriverà gradualmente ma la società ed i suoi individui dal 21 novembre 2007 lo considereranno un adulto a tutti gli effetti. Ti auguro di farcela a trovare nella tua vita la serenità e la felicità che io nella mia ho incontrato poche volte ed in modo discontinuo. Non so se prima o poi leggerai queste poche righe nelle quali sto cercando di dirti che ti voglio bene e te ne vorrò sempre nonostante ultimamente non comunichiamo. In questo momento sono molto concentrato su di me e non credo che riuscirei a darti molto di più di quel poco che ti do. Del resto anche tu, credo, sei sotto il fuoco di milioni di sollecitazioni, alcune delle quali richiedono attenzioni speciali. Come già sai sto scrivendo un libro di cui, come regalo personale, ho deciso di postare una piccola parte dell’attuale introduzione, sperando che prima o poi giunga alla tua personale attenzione e che ti possa essere di aiuto nella tua vita da adulto. Un grande bacio. Papà


“Già, le vicende.

Da una parte l’esuberanza, la voglia di vivere, il vigore, l’energia che deve manifestarsi, la bellezza della scoperta, le ferite più profonde e indelebili unitamente al timore, ai condizionamenti educativi, alla paura che ti costringe comunque a stare da una parte nel turbinio della vita che esplode, e dall’altra la solitudine della non appartenenza, il dolore del corpo, la disperazione del pensiero che si rincorre, la consapevolezza della morte, il panico della paura.

E in mezzo? Il ponte ad arco e le sue uniche funzioni, le due vie esclusive umanamente percorribili, una sopra ed una sotto.

Sul ponte osservavo la lontananza e la bellezza del mondo.
Mi sentivo protetto, costantemente rassicurato dalla solidità della struttura, ingegnosa, che delineava il percorso e la direzione e che, magicamente, mi consentiva di saltare oltre il vuoto sottostante. In un attimo o poco più avrei potuto abbracciare non solo la visione e la sua indotta emozione ma avrei toccato, palpato, annusato, mi sarei riempito i polmoni di aria reale, e tutti i racconti sarebbero svaniti in un momento, lasciando libero lo spazio solo per la vita, e proprio lì, adesso, in quel preciso istante, dall’altra parte, sentire dentro una morsa allo stomaco, il segno tangibile ed inalienabile dell’emozione dirompente che si fa pensiero, mentre all’unisono, voltandoti, non potrai fare a meno di ricordare tutta la vita fino ad ora e lì, di nuovo, una morsa allo stomaco, devastante, nel tentativo di riempire i polmoni e il cuore dell’aria dei sogni e della sua esclusiva compagnia.
Ecco, ora ho provato il primo vero dolore.
Ma il mondo era tutto dispiegato davanti a me, maestoso, variegato, allettante.

Sotto il ponte osservavo le tenebre e l’essenza della terra.
Mi ero costruito una barca su misura, perfetta, incredibilmente efficace.
I pericoli potevano magicamente essere ignorati e comunque era sotto che dovevo guardare, e stare in superficie lo stretto necessario per sopravvivere.
Ai lati la vita naturale era costantemente nascosta, e tutte le attrazioni si calamitavano spontaneamente ad innescare il bisogno di comprendere, e tutte le emozioni potevano essere analizzate e finalizzate.
Che sensazione idilliaca!!!
Ogni nuovo stadio di consapevolezza accendeva nel corpo la ridondanza del godimento e la mente poteva condurre nel tempo e nello spazio le emozioni, e le sensazioni che ne partorivano potevano essere mantenute e convogliate in ogni direzione, e da questa estasi si poteva ricercare un’altra estasi, diversa, inesorabilmente più intensa, più orgiastica, più onnipotente.
Ero solo, esclusivamente con me stesso, ma il mondo era tutto dentro di me, onirico, magnifico, unico.”


Io preferisco vivere in superficie anche se sono naturalmente attratto dai processi che conducono alla comprensione delle cose nei quali spesso mi rifugio.

Fuori Tema


So che Maria Cristina non ce ne vorrà se Paolo ed io usiamo il nostro blog per congratularci con un'amica che, finalmente, si ritrova tra le mani il frutto di un duro lavoro.
Lavoro che Paolo ed io abbiamo avuto la fortna di testimoniare, interrompere, sabotare ed apprezzare!
COMPLIMENTONI Maria Cristina! Finalmente potrò leggere il tuo libro non vedo l'ora.
Vorrei consigliarvi "Mio Padre mi Chiamava Luna" di Maria Cristina Valeri edito dalla Libreria Croce, anche se ancora non l'ho letto, solamente perché conosco Maria Cristina, solamente perché ho visto quanto di se stessa ci ha messo dentro, riuscendo ad estraniarsi in mezzo alla confusione più totale (scusa ancora per la mia opera di distrazione!). polle!
Grande libro, un percorso che tutti noi dovremmo fare. Avrai sicuramente un grande successo! Paolo.
Quello che vogliamo dire a chi leggerà questo post è di dare fiducia ad una nuova autrice... a puntare sull'ignoto piuttosto che sulla certezza dei grandi autori.
A volte la strada più bella la troviamo quando lasciamo l'autostrada per perderci tra piccole strade di campagna!


----------------
Listening to: Ben Harper - The Drugs Don't Work
via FoxyTunes

lunedì 19 novembre 2007

"Dubbio del pensiero" ovvero possibile traduzione de "La riserva mentale"

Dubbio del pensiero, mi dicevo, quando con rigorosa attenzione stavo cercando una risposta sensata al famoso interrogativo: “ Essere o non essere…”!

Un problema, un dilemma, una semplice pippa mentale, non so. Sta di fatto che tra il dire e il fare c’è (sempre) di mezzo il mare. Ora il problema è come rendere comunicabili tra loro, senza soluzione di continuità ed in tempo reale, le due sponde.

Possibili soluzioni prese a prestito dal libro “Chiamalo come vuoi”: “ Nell’immagine futura dell’azione correva sempre più forte per recuperare il pallone. Fuori dallo spazio reale corre e vola “. Ed ancora: “ Non ha senso domandarsi, non ha senso rispondersi. Il problema esiste quando non si agisce. La soddisfazione esige sempre un’azione “. Ed ancora: “ Il rito propiziatorio ha senso se ci credi. Programma il tuo computer a riconoscere il nonsense”.

E comunque non c’è soluzione. L’unica cosa che funziona è tenere costantemente sotto di te il dubbio del pensiero affidandosi alla sorte delle reazioni istintive.

domenica 18 novembre 2007

Ritrovarsi

Libreria del centro.
Io sono lì a presentare il mio secondo libro, tu non lo sai, stai soltanto cercando un testo tecnico che ti aiuti a finire il tuo complicatissimo nuovo racconto.
Forse riconosci la mia voce, o più probabilmente, incuriosito dal gruppetto di persone che mi circondano, ti avvicini. Io come al solito parlo e nella foga del discorso non mi accorgo che ormai sei accanto a me. Resti fermo, sorridi ed aspetti, sai che prima o poi le chiacchiere concederanno al mio sguardo di voltarmi e riconoscerti. Finalmente mi giro ed un’emozione grande spalanca verso di te un sorriso gioioso.
Paolino!!!
Ti abbraccio forte. Tu ridendo contraccambi. Poi sempre sorridendo ti scosti un po’, mi guardi e dici convinto che si, sono sempre io, non sono cambiata e questo taglio di capelli tutto sommato, mi sta proprio bene. Ti abbraccio ancora più forte, ringraziandoti.
Mi chiamano ma ho voglia di parlarti.
“ Mi aspetti?” ti chiedo “ Potremmo prenderci una cosa insieme e raccontarci questi anni”.
Guardi l’orologio e come al solito te la tiri un po’, poi alzi il muso verso l’alto, come fai sempre, e con aria un po’ sostenuta dici: “ Va bene, ti aspetto!”
Sono contenta, quest’incontro inaspettato mi fa veramente piacere e forse l’aspettavo da un po’.
Dopo una decina di minuti riesco a svincolarmi e ti raggiungo. Sotto braccio ci avviamo all’uscita.
Per la strada iniziamo a parlare, le domande si susseguono alle risposte che corrono veloci.
Finalmente troviamo un luogo dove sederci a bere una cosa e ci ritroviamo come qualche anno fa, uno davanti all’altra, a parlare fitto fitto, di noi, di questi anni in cui non ci siamo visti, dei nostri libri, degli amici comuni.
Mi sei mancato.
Come ho fatto a stare senza i nostri ingarbugliati discorsi, senza la schiettezza dei tuoi folli commenti?
Tu ridi spesso ai miei racconti ed io capisco che anche tu hai sentito la mia mancanza.
Ma perché non ci siamo più visti?
Non ti sembra vero che te lo chieda ed attacchi il solito sermone sulla mancanza di quotidianità e, soddisfatto, affermi che evidentemente avevi ragione tu quando sostenevi che l’amicizia ha bisogno di frequentazione.
Ma anche io non ho cambiato idea e non mollo, al contrario. ti guardo con aria di sfida dritto negli occhi e ti dico che il non vedersi non ha cambiato di una virgola il mio affetto per te e che parlarti è sempre un gran piacere. Tu sei contento, forse non te l’aspettavi o forse non ti aspettavi tutto questo entusiasmo, questa intatta voglia di ritrovarsi. Ma io sono io, te l’ho sempre detto e le infinite ore passate a parlare con te non sono sfumate nel nulla. Tu sei scettico, esattamente come mi aspettavo, e mi dici che sarà comunque difficile ristabilire il legame di qualche anno fa.
“ Ah si, credi?”
“ Si, penso di si.” Mi rispondi asciutto.
“ Bene, guarda l’orologio, ti sei accorto quante ore sono che stiamo qui a filosofeggiare?
“ Cazzo! Le due!”
E già Paolino, sono proprio le due di notte e tu non te ne sei neanche reso conto. A questo punto chi di noi due aveva ragione?

venerdì 16 novembre 2007

9.30 al Bancone del Bar

Marino prende sempre cappuccino e cornetto. Sisto un caffé macchiato freddo. Tutte le mattine s’incontrano, eppure non si conoscono. Parlano tutte le mattine, ma non direttamente. Parlano attraverso di me, con me sfogano i loro dubbi e le loro paure, a me palesano le loro gioie e i loro sogni. Non si parlano ma si ascoltano, facendo finta di niente... E io intravedo l’invidia nei loro occhi. Negli occhi di Marino quando Sisto mi parla degli exploit del figlio Felice sul campo di calcio, negli occhi di Sisto quando Marino mi racconta dell’ultima conquista sentimentale. Colgono solo le luci e i vantaggi della vita dell’altro, sembra quasi che vogliano scambiarsi le parti.

Chissà, forse un giorno Marino ordinerà un caffé macchiato freddo e Sisto un cappuccino e un cornetto.



----------------
Listening to: Steppenwolf - The Pusher
via FoxyTunes

lunedì 5 novembre 2007

" Oltre il......" da " Chiamalo come vuoi"

Oltre il bisogno dellidea.

Nellessenza degli spazi della vita.

Nella gabbia dellaccettazione.

Nellabbraccio della comprensione.

Nella tensione della sospensione.

Nellespansione e nella compressione.

venerdì 2 novembre 2007

Piede Destro, Piede Sinistro

Marcello viveva solo. Tutte le mattine, prima di prepararsi il caffé annaffiava i geranei che coltivava gelosamente sul davanzale della finestra della sua camera da letto che dava sul cortile interno del caseggiato dove viveva.
Era una persona strana, atipica, conosceva moltissime persone ma di amici, veri, non ne aveva. Neanche i soldi erano una preoccupazione, aveva un bel lavoro, che adorava, figlio di una sua passione nata con lui, un lavoro che gli dava enormi soddisfazioni.
Navigava tranquillo in questa vita moderna, senza scendere dalla linea di galleggiamento che lo teneva al riparo dalle situazioni estreme che portano a cambiamenti non sempre voluti.
La sua ancora di salvezza erano le sue scarpe. Ne aveva un solo paio, vecchie, logore, consumate dalle sua passeggiate serali per le strade di Toledo. Quando pioveva imbarcavano acqua da tutte le parti, eppure non riusciva a disfarsene. non riusciva a pensare di doversi adattare a nuove tomaie, nuove solette. Quelle scarpe lo seguivano ovunque, docili, fedeli. Come avrebbe potuto tradirle?

----------------
Listening to: Rolling Stones - Wild Horses
via FoxyTunes

martedì 30 ottobre 2007

Ogni riferimento....

Il tempo è tiranno ed io non riesco a scrivere tutto quello che vorrei ma, non posso abbandonarvi così, ad una conversazione a due e quindi vi mollo qui un bell'aforisma di Oscar Wilde.



Mi piace sentirmi parlare. E' una delle cose che mi diverte di più. Spesso sostengo lunghe conversazioni con me stesso e sono così intelligente che a volte non capisco nemmeno una parola di quello che dico.

Ed ora ditemi chi vi viene in mente?

Una Giornata Particolare

Dura la mattina. Il sole che s'affanna a passare tra le persiane chiuse testimonia, nuovamente, la mia natura di ritardatario. Anche stamane non ho sentito la sveglia... reggerà per sempre questa scusa? Onestamente, non me ne frega più di tanto. Routine, routine, routine. Il primo piede che tocca il pavimento è sempre il sinistro, la prima visita al bagno, il primo sguardo allo specchio come a voler sincerarmi di avere ancora al stessa faccia della sera prima.
Mi vesto, senza fretta, senza patetiche ricerche dell'accessorio perfetto. Mi organizzo, prendo le cose che mi traghetteranno alla fine di questa nuova giornata, che sia un giovedì o un venerdì poco conta.
E via, nel traffico di Roma, tra inetti automobilisti, incapaci quanto me e quanto me presuntuosamente convinti di essere gli unici padroni della strada... Il tragitto è troppo corto, la noia per la destinazione finale, sanata solamente per l'attesa delle piccole gioie per le chiacchierate con le poche persone degne di questo vocabolo, non m'abbandona fin quando testimonio la mia sudditanza ad un sistema che sembra fin troppo kafkiano, se non fosse che manca delle atmosfere oniriche che il grande scrittore sapeva ricreare. Timbro il cartellino, ho chinato anche oggi la testa? E' giunto il tempo di decidere!

----------------
Listening to: Lucio Battisti - Nel Sole, Nel Vento, Nel Sorriso E Nel Pianto
via FoxyTunes

venerdì 26 ottobre 2007

"Esclusiva intellettiva" ovvero possibile traduzione de " La riserva mentale"

Esclusiva intellettiva, mi dicevo, quando rincasando Sbirula mi accolse con 740 miagolii che, tradotti credo abbastanza fedelmente, significano: “ E’ questa l’ora di tornare da me, brutto stronzo di un...., dopo tutto quello che ho fatto per te; ti ho riscaldato, ti ho fatto compagnia nei momenti peggiori e ti sono rimasta fedele, anche se non potevo fare altrimenti segregata al settimo piano; ho sopportato anche la compagnia di Carlo, il maschione tigrato di quella puttanella di Chiara e, nonostante tutto questo, hai il coraggio di presentarti alle 01,40! Ho fame, l’acqua è quasi finita e la sabbietta puzza da morire. Occupati subito di me altrimenti ti piscio sulla tua poltrona preferita e ti striscio il copri divano con i miei artigli”. Ma io, che avevo previsto tutto questo, le scartocciai nella sua ciotola tre fette di carpaccio di tonno fresco che avevo preso dal ristorante dove avevo cenato con Barbara, le riempii d’acqua fresca il relativo contenitore ed in più le misi per terra un mucchietto di croccantini che avevo sottratto a Romeo, il gattone di Barbara, dopo un’ora di sesso sfrenato che avevo dovuto abbandonare per occuparmi di te, specie di gatta ingrata. Per la sabbietta dovrai aspettare domani, va bene? Miao, miao, mao, brbrbrbr, ecc.. Non avevo dubbi, l’esclusiva intellettiva funziona sempre, almeno con la gatta!

mercoledì 24 ottobre 2007

" Il Privilegio psichico" ovvero possibile traduzione de " La riserva mentale"

Privilegio psichico, mi dicevo, quando lei se ne andò con Alfredo lasciandomi da solo ed io non provavo altro che delusione. Normalmente la gelosia, la rabbia, forse anche l’odio avrebbero dovuto riempire il mio stomaco e lasciarlo per giorni a secernere catastrofici succhi gastrici. Avevo appagato per sei mesi il naso con i suoi profumi ed il mio corpo era ridondato innumerevoli volte, cosa a dire il vero al quanto rara. Ed ora che mi abbandonava per il quattro più quattro più due, milionario e faccia da schiaffi provavo solo delusione. Del resto, come potevo essere felice per il resto della mia vita vicino ad una che non ha mai ascoltato la nona sinfonia di Beethoven e che non legge quasi mai! Come avrei potuto parlarle delle fotografie di Bresson e di Mapplethorpe, della storia di Paul Atreides e dell’importanza cosmica dei vermi del deserto del pianeta Dune! In fondo questa volta Alfredo mi stava facendo un grande favore. Con i suoi discorsi pieni di relativismo ed inopportuni mi aveva dato una grande occasione. Chiara non aveva perso tempo, ed io, all’interno della mia delusione, mi rallegravo di avere il privilegio psichico di essere innamorato della vita e dei suoi innumerevoli odori.

lunedì 22 ottobre 2007

da "Chiamalo come vuoi"

Al di là di una barriera corallina c’è il mare aperto.

E tu hai paura.

E nascondi il panico nel profondo dellintimo dellinconscio.

E la radio mi offre loccasione.

E niente mi soddisferà.

Niente mi ridarà in qualche modo una storia che non gli appartiene.

Nella violenza dellevoluzione sono arrivato a sentire la voce e la carezza di certi suoni e non mi posso fermare.

Nella notte della contraddizione.

Osservando attentamente oltre lo spazio degli occhi assatanati qualcosa di nuovo fotografato nel cristallino dallinizio, dal primo sogno intelligente di una avventura possibile.

martedì 16 ottobre 2007

Un pò di filosofia

Ultimamente mi sembrate un pò turbati ed allora non avendo modo di scrivere un mio post delego al mio filosofo preferito l'arte di lenire i vostri affanni.

Seneca
Tratto da "Lettere morali a Lucillo"

Ciò che ti raccomando vivamente è di non affliggerti prima del tempo dovuto, perchè quei mali che hai temuto come se ti pendessero sul capo, forse non verranno mai e, comunque, non si sono ancora presentati. Dunque certi stati d'animo ci tormentano più di quanto dovrebbero, altri ci assillano prima del tempo dovuto, altri ancora ci affliggono mentre non lo dovrebbero affatto: o accresciamo il dolore o lo anticipiamo o lo immaginiamo.
Stammi bene.

"Fermarsi, ovvero avere il coraggio di....." da " Chiamalo come vuoi "

Avere il coraggio di fermarsi.

I ricordi vogliono vedere e si affacciano con prepotenza proprio adesso che quasi volevo dormire.

Non smarrire anche te la strada.

Il computer si vince giocandoci.

Quando guardo allo specchio il robot e gli suggerisco i programmi non ho più emozioni neanche per raccontare.

Spontaneità analizzata finalizzata.

Quando ho il coraggio sono tranquillo perché so di poter vivere bene con me stesso.

La Folle Corsa


E ne ha viste di giostre

Girare!

Il sole volare,

Perso dietro una nuova

Nuvola,

Un nuovo orizzonte...

I tesori di ieri

La zavorra di oggi!

Corri, come se

Alle tue calcagna

S'affannasse, col fiato grosso,

Cerbero!

E farai tratti uguali

Con tre svolte di 90°

Per trovarti al punto di partenza...

E' Stanco?

E' nato stanco!

lunedì 15 ottobre 2007

" E' solo stanco" da " Chiamalo come vuoi"

E stanco, è solo stanco.

E una strada strana, una macchina, niente.

Tanti cerchi, tanti valori, amore, niente.

Lamore, tanti niente, persone.

E stanco, è solo stanco.

E una strada strana, un uomo, possibilità.

Solitudine.

E una strada assurda, una marionetta, unutopia.

Solitudine.

E stanco, è solo stanco.

sabato 13 ottobre 2007

"Parassiti colladuati" da "Chiamalo come vuoi"

Fino al punto che le emozioni e la voglia di sognare saranno messe da parte e la monotonia delle immobilità avrà cominciato a invecchiarti senza scampo.

E una barriera su ieri sarà sempre più difficile da edificare.

E miscugli di gusti nella bocca ti faranno amare solo la tua tristezza.

E ti chiuderai nel guscio.

E desidererai tornare allinizio.

E ogni volta gli regalerai i tuoi anni.

Che la forza per stare dritti è uninezia quando sei sgretolato e hai nelle radici parassiti collaudati.

giovedì 11 ottobre 2007

Il Sorgere del Sole


Ho aspettato a lungo...

Ho scioccamente giocato tutto

Su un unico numero

Con la speranza di riavere indietro

36 volte la posta puntata!

Ma la ruota non mi ha favorito,

Ha girato per troppo tempo,

Facendomi perdere i sensi

Facendomi perdere la cognizione del tempo.

E mi risvegliai fuori dal Casinò

In un freddo mattino di prima primavera...

lunedì 8 ottobre 2007

da "Chiamalo come vuoi"

Quanto ti bastava poco ieri per sentire dentro le emozioni della vita.
Ed ora hai messo una barriera tra quello che non vorresti essere e quello che sei, e la tua potenziale sapienza.
Il tuo sperperato patrimonio si sta esaurendo.
E intanto incombe l'ora del.......
Caffè, fumo, sogni sognati e tanta razionalità che ti impedisce i movimenti.
Che cosa daresti per un po' d'umiltà, per parlare senza paura, per non difenderti?!.
La logica soluzione è sempre più lontana e la verità è che non credi a niente.
Quello che conosci diventa scontato.
Disimparare.
La tua personalità si è sgretolata per un sistema.
Il tuo male ha bisogno d'acqua di sorgente.
Disimparare

vi adoro baci

Il solito ritardatario, nulla facente e bellissimo come sempre è arrivato. Chiedo scusa fin da adesso a tutti per la mia scarsa padronanza del mezzo informatico e colgo l'occasione per ringraziare pubblicamente polle per tutte le volte che è accorso in mio aiuto e anche per le innumerevoli volte che sicuramente sarai costretto a farlo. Grazie polle. Capirete da soli che tutto quello che non è scritto, ma che vorrei potervi comunicare in questo blog, rallenterebbe enormemente la mia regolare presenza. Quindi ho scelto, per il momento, di scrivere solamente. Un bacio affettuoso a M.Cristina, l'irriducibile, oltre ad un augurio particolare per il tuo prossimo sicuro successo.
Vi confesso che sono molto emozionato e che ho deciso, per non fare troppi errori e per non crearmi "la riserva mentale del caso", di scrivere qualcosa del libro " Chiamalo come vuoi". Baci

giovedì 4 ottobre 2007

Le Tre Grazie

Un nuovo progetto. Tre protagonisti. Tre stili diversi. Tre diverse interpretazioni della realtà. Da quando ho aperto il mio primo blog ho fatto "virtuale" conoscenza con varie persone che scrivono cose belle quanto interessanti.
Mentre ancora mi manca di invitare il terzo "moschettiere" penso se non sia il caso di estendere l'invito ad altri bloggers... Che ne dite?

----------------
Listening to: Battisti Lucio - Due Mondi
via FoxyTunes

martedì 2 ottobre 2007

E comincia una nuova avventura!!

E comincia una nuova avventura, fatta ancora una volta di parole scritte, pensate ma soprattutto vissute tra noi, in questa dimensione che ci accomuna e ci appassiona.
Mi piace!
Polle ha avuto l'idea, Polle ha creato questo blog. Io e Paolo metteremo come al solito le nostre chiacchere filosofiche. Alla fine siamo sempre i soliti fannulloni.
Il nome è pieno di possibili interpretazioni così come la foto che l'identifica. Una giostra, i colori, le persone che volteggiano e presumibilmente si divertono provando anche un pò di paura , cercando tuttavia nella ricerca di un'emozione di "sentire" cosa vuol dire " volare" potendo proiettarsi leggeri verso un vuoto inusuale che impossibile non immaginare libero.
Ecco, è così che potrebbe essere il " nostro" blog.
A chiunque ci leggerà il mio personale benvenuto.